I Palazzi di Modica

La storia di Modica può essere rivissuta anche tramite gli splendidi palazzi nobiliari tardobarocchi.

Nel cuore dell'antico quartiere di Francavilla, accanto al Duomo di S. Giorgio è Palazzo Polara, introdotto da una elegante scalinata.
Alle spalle del Duomo è invece uno degli esempi più significativi dell'architettura civile tardo-barocca di Modica: Palazzo Napolino. La sua facciata è contraddistinta da un portale d'ingresso inquadrato da colonne che lasciano scendere degli eleganti tendaggi scolpiti ed emergenti dalla bocca di due leoni. Al piano superiore è un elegante balcone in ferro battuto, sorretto da mensoloni decorati con mascheroni.

Nella città bassa, lungo Corso Umberto, spicca Palazzo Rubino Trombadore, la cui edificazione è probabilmente avvenuta in due momenti diversi dell’Ottocento ad opera della stessa famiglia. Il palazzo, su tre livelli, presenta sul terzo livello cinque balconi, conclusi da timpani mistilinei. La facciata appare quasi rococò: degni di nota sono le cornici delle porte decorate da conchiglie e i mensoloni scolpiti. Nel piano intermedio vi sono quattro balconi di tono minore, perché adibiti alla servitù, mentre al piano terra troviamo quattro aperture che immettono nei locali di servizio.

Sempre lungo Corso Umberto è ubicato Palazzo Tommasi Rosso Tedeschi. L’edificio si sviluppa su due livelli, con una facciata ricca di mensole scolpite con mascheroni raffiguranti vecchioni, suonatori di flauto, putti, delfini e pettorute sirene.

Continuando lungo il corso principale, nei pressi di Piazza Monumento, è Palazzo Cannizzaro, Rimasto incompleto, esso presenta degli eleganti balconi sostenuti da mensole riccamente scolpite con mascheroni, uno dei quali rappresenterebbe il primo proprietario del palazzo.

Tra i palazzi ottocenteschi più significativi che hanno segnato la storia più recente della città spicca Palazzo Grimaldi. Costruito dall'omonima famiglia nell’Ottocento, si sviluppa su tre livelli con agli angoli paraste di classica fattura. Sulla facciata spiccano i balconi, interrotti nella parte centrale da due aperture tipo serliana in corrispondenza del portone d’ingresso.

Modica è stata anche descritta fino ai primi anni del 1900 come “la piccola Venezia del sud Italia”. Un appellativo dettato dal fatto che la città era attraversata a fondovalle da due torrenti che si univano a formare un fiume, il Modicano. C’erano diciassette ponti e mulini ad acqua, ma nel 1902, a seguito della Grande Alluvione - che causò morte e distruzione - si decise di coprire il letto del fiume con quella che ora è la via principale della città, Corso Umberto I.

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