Castello dei Conti

descrizione

Centro amministrativo della contea di Modica, il complesso oltre a far parte di un articolato e ben munito sistema di fortificazione che cingeva la rocca, divenne residenza dei Conti prima e del Governatore poi, e fu anche presidio carcerario e sede della Gran corte di Giustizia. Subì gravi danni a seguito del terremoto del 1693 e più tardi, agli inizi del ‘900, divenne sede di nuovi edifici per l'assistenza all'infanzia che hanno cancellato gran parte delle costruzioni più antiche.
Lo sperone roccioso triangolare che domina la confluenza dei torrenti Pozzo Pruni ed Ianni Mauro, già occupato a partire dall'antica età del Bronzo, conserva tracce anche di gruppi tombali di età ellenistica e di ipogei funerari di età tardoromana. Con l'età bizantina si dovette assistere all'incastellamento della rocca a controllo dell'abitato, seppure manchino al momento i riscontri archeologici. Le recenti indagini, invece, hanno consentito il rinvenimento di strutture difensive pertinenti al nucleo più antico del Castello già in età normanna.
La prima menzione di un castrum nelle fonti documentarie risale alla metà del XIII secolo. Dalla metà del '400 diventerà la sede della residenza dei Cabrera, Conti di Modica, dell’attività militare, giudiziaria ed amministrativa della Contea.
L'ingresso che fino al 1645 si apriva a Nord e presentava un ponte atterrato prospiciente alla piazza di S. Giuseppe, dopo un crollo per il cedimento di una grotta sottostante, fu modificato e aperto ad occidente.
Il complesso si articolava intorno a due cortili collegati da scale e conteneva all'interno ben tre chiese, la casa del Governatore, la Cancelleria, le carceri, ma anche gli alloggi della servitù e della milizia, ampi verzieri, giardini e stalle.
Il Castello dei Conti, così come si presenta ad oggi, è il frutto della massiccia ricostruzione che ha interessato le sue strutture dopo il terremoto del 1693. Furono risparmiate soltanto alcune costruzioni che continuarono ad ospitare la Corte di Giustizia e il presidio carcerario (con carceri criminali, civili, per donne, galantuomini) fino alla metà del XIX secolo.
Attualmente sono visibili, oltre alle costruzioni risalenti all'inizio del secolo scorso, l'ingresso seicentesco con una torre campanaria trifora, i resti del possente bastione poligonale che chiudeva il circuito murario a nord, le cosiddette grotte di Re Ruggero che si aprono sul versante orientale dello sperone e le segrete che si aprono sul cortile inferiore.
Da qui è possibile raggiungere il vertice dello sperone roccioso su cui è oggi la settecentesca Torretta dell'Orologio, simbolo di Modica, da cui si può apprezzare una ineguagliabile vista sulla città.

mappa

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