Chiesa di Santa Maria di Betlem

descrizione

La Chiesa di S. Maria di Betlem, nella città bassa, lungo via Marchesa Tedeschi, risale al XV secolo e fu edificata occupando, secondo la tradizione, lo spazio di quattro templi dedicati rispettivamente a S. Bartolomeo, S. Mauro, S. Antonio e S. Maria di Berlon. La chiesa era una grancia dell'omonima abbazia di Terrana, dipendente dal vescovato di Betlem, funzionale a raccogliere granaglie ed altri prodotti da inviare ai crociati. Dal 1645 è divenuta una delle tre antiche collegiate della città.
La facciata è della fine del '500 nella parte inferiore, mentre è stata ricostruita dopo il terremoto del 1693, per essere completata nel 1821 nel suo secondo ordine. L'interno, a tre grandi navate, conserva in fondo alla navata destra la pregevolissima Cappella del Sacramento dei primi decenni del ‘500, in stile tardo gotico, sopravvissuta al terremoto del 1693 e incastonata nella nuova architettura settecentesca. L'arco di ingresso alla Cappella con elementi decorativi arabi, normanni e catalani, è uno dei più bei monumenti che l'architettura abbia prodotto in Sicilia a cavallo dei secoli XV e XVI. L'arco è composto da un fascio di colonne per lato riccamente arabescate, con infiniti e capricciosi ornamenti, svariati e bizzarri motivi vegetali e animali, figure di uomini grottesche o fantastiche; le colonne terminano con capitelli finemente scolpiti.
La cappella non fu una costruzione finanziata dai conti, quanto un luogo di sepoltura di un’associazione di aristocratici e cittadini benestanti. All’interno sono presenti due mausolei e nei quattro medaglioni sulle pareti ci sono in bassorilievo altrettanti busti di cavalieri. Sul pavimento maiolicato sono esposti vari reperti provenienti da altre chiese, fra cui una pregevole statua cinquecentesca in pietra dipinta raffigurante la Madonna con bambino in trono. Di grande effetto è la cupola a base quadrata che con un sistema di unghie diventa ottogonale e quindi circolare terminando con un armonioso lanternino.
Di grande pregio è all'interno della chiesa il Presepe permanente di Frate Benedetto Papale del 1882 con una scenografia che ricrea scorci paesaggistici modicani e in cui sono inserite ben sessantasei statue in terracotta di produzione calatina.
Tra le testimonianze superstiti di una delle architetture chiesastiche preesistenti, lungo il prospetto laterale sinistro, si trova una lunetta in calcare, la Lunetta del Berlon (sec. XV), pregevole bassorilievo di ignoti artisti locali raffigurante una Adorazione dei Pastori, probabile arcosolio del portale della Chiesa di S. Maria di Berlon.

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