Museo Civico F. L. Belgiorno

descrizione

Il Museo Civico di Modica è nato grazie all'infaticabile opera di Franco Libero Belgiorno a cui è stato intitolato. Egli, tra gli anni '50 e '60 del secolo scorso, iniziò a raccogliere materiali di natura prevalentemente archeologica rinvenuti nel territorio ibleo. Questa serie di reperti andarono così ad aggiungersi agli altri reperti archeologici e paleontologici raccolti, a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, dai Prof. Stoppani e Maugini, insegnanti dell'Istituto Tecnico "Archimede" di Modica e curatori del Gabinetto di Storia Naturale. Più recentemente, negli anni '70-'90, la collezione è stata implementata anche con reperti provenienti non solo da recuperi occasionali o da ricognizioni sul territorio, ma anche frutto di indagini archeologiche sistematiche.
Inaugurato nel 1990 all’interno del Palazzo dei Mercedari, dal giugno 2005 è stato trasferito nei locali del Palazzo della Cultura, ex Monastero delle Benedettine.
Nella sezione dedicata alla preistoria si trovano non solo i reperti provenienti dal villaggio di età neolitica in contrada Pirrone, ma anche i materiali databili all’antica età del bronzo e provenienti dal villaggio di Baravitalla, a Cava Ispica, e da Cava Lazzaro.
Nel settore dedicato alla città di Modica e al suo territorio si ripercorre, attraverso i reperti archeologici rinvenuti nei quartieri della città e nei siti circostanti, la straordinaria continuità abitativa del centro antico e del suo comprensorio dall'età preistorica fino all'età medievale e post-medievale. Degni di nota sono soprattutto i lotti dei reperti provenienti dal Castello dei Conti e dal sito romano di Treppiedi.
Il reperto più altamente rappresentativo della collezione archeologica è certamente la preziosa statuetta in bronzo raffigurante Eracle, rinvenuta fortunosamente nel 1967 in c.da Cafeo, lungo il fiume Irminio ed esposta nel Museo dal 1996 dopo un lungo restauro presso l'Istituto Centrale per il Restauro. L’eroe è rappresentato nudo e stante, in posizione chiastica: regge l’arco con la mano sinistra, mentre con la destra si appoggiava probabilmente alla clava, oggi mancante. Indossa sulla testa una imponente leontea, le cui zampe anteriori sono annodate sul petto. Il bronzetto di pregevole fattura, alto circa 22 cm, è un prodotto siceliota databile al pieno III sec. a.C. - o secondo una recente teoria anche al IV sec. a.C. - ed è considerato uno dei più importanti fra i bronzetti ellenistici scoperti in Sicilia.

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